Corso di AYURVEDA

La Scienza della Vita

 

 

...la salute non è l’assenza di malattia,

ma un dialogo costante con la vita...

 

a cura di 

Guido Nathan Zazzu

Ayurveda Nishnat

 

in collaborazione con

 

Ayurveda significa, letteralmente, conoscenza della vita. Non è un insieme di rimedi, ma uno sguardo antico e coerente sull’essere umano: un microcosmo che riflette le stesse leggi del cosmo che lo circonda.

In questa visione, la salute è un concetto dinamico - un equilibrio da ascoltare, custodire e, quando serve, ricomporre.

A chi si rivolge il corso:

- a chi desidera avvicinarsi alla tradizione ayurveda in modo serio e strutturato, dalle fondamenta

- a operatori del benessere e naturopati che vogliono integrare la visione ayurveda nel proprio percorso

- a chi cerca strumenti di consapevolezza per prendersi cura di sé e del proprio equilibrio quotidiano

Studiare Ayurveda significa imparare a riconoscere i segnali sottili con cui corpo e mente raccontano il proprio stato, e a orientare le abitudini quotidiane - l’alimentazione, il ritmo, il respiro delle stagioni della vita - verso l’armonia.

…per conoscere l’equilibrio tra macrocosmo e microcosmo e accompagnare la persona verso il proprio centro…

Cosa impari:

- a comprendere la visione ayurveda dell’essere umano come microcosmo, in relazione con l’Universo


- a riconoscere le qualità universali - elementi, organi di senso, guna - e la dottrina del Tridosha

- a leggere i segnali di equilibrio e squilibrio dei Dosha e a comprendere come ricomporli

 

- a comprendere il ruolo di Agni, della digestione e dei sei sapori nel mantenimento dell’equilibrio

- a conoscere la relazione tra mente, corpo ed emozioni, e il ruolo centrale dell’alimentazione


- a orientare abitudini e ritmi quotidiani secondo la tradizione, nelle diverse età della vita

- a comprendere i meccanismi del processo patogeno, i sei stadi e i principali rimedi ayurvedici con i loro omologhi nella tradizione occidentale


- a conoscere Panchakarma e Rasayana come vie per custodire l’equilibrio lungo tutto l’arco della vita

…non sono richieste conoscenze pregresse: il percorso accompagna dai fondamenti fino ai temi più maturi della tradizione…

Programma del corso:

- Ayurveda, scienza della vita, conoscenza della vita - il concetto dinamico di salute; l’Universo e l’Uomo, macrocosmo e microcosmo


- le qualità universali - elementi, percezione, organi di senso, gurvadi guna

- la dottrina del Tridosha - equilibrio e squilibrio dei dosha; mantenerli e riportarli in equilibrio


- Dathu, Srotas, Dharakala, Kosha - la relazione con i dosha; segnali di squilibrio e come ricomporli; i materiali di scarto

- Agni e i suoi fuochi - l’importanza della digestione; la filosofia dei 6 sapori; mente e corpo, emozioni e alterazioni corporali; il ruolo chiave dell’alimentazione nel trovare l’equilibrio


- percezione, abitudini ed età - la cattiva percezione degli organi di senso; regole e abitudini giornaliere per mantenersi in salute; il ruolo dell’età; i meccanismi di base del processo patogeno

- i sei stadi del processo patogeno - la dieta, il digiuno, i principali rimedi ayurvedici e i loro omologhi nella tradizione occidentale


- Panchakarma e Rasayana - stare in salute fino all’estrema vecchiaia

…filosofia, stile di vita, prevenzione, terapia, questo significa Ayurveda, un’idea di salute fondata sul rapporto fra mente e corpo…

Al termine del percorso viene rilasciato un Attestato di Frequenza relativo a 56 ore di formazione, corrispondenti a 23 Crediti Formativi. La certificazione delle competenze acquisite è un processo distinto, svolto tramite ente terzo accreditato (AJA/ACCREDIA, norma UNI 11491). L’Attestato di Frequenza viene rilasciato al termine del percorso a chi ha completato l’intero corso in tutte le sue parti, superato il test di valutazione finale - valido come esonero ai fini del conseguimento del Diploma in Naturopatia - e perfezionato per intero il pagamento del corso.

Il corso si svolgerà in 7 incontri online: il sabato e la domenica dalle ore 15 alle ore 19, e verrà attivato con un minimo di 6 iscritti. Il corso viene riproposto ogni 6-8 mesi; l’Università si riserva il diritto di modificare il calendario.

Per informazioni sul costo del corso potete contattare l’Università al +39 348 990 5752, scrivere a info@upalbedo.com o utilizzare il modulo di contatto all'indirizzo: https://upalbedo.com/contatti/

…sette fine settimana dedicati alla più antica cultura della Vita, per imparare a conoscere la singolarità di ogni individuo, le sue qualità, e soprattutto lo stile di vita adatto a mantenersi in buona salute, prevenendo l’insorgenza di disagi della mente o di disturbi del fisico…

Ayurveda (conoscenza della vita: il percorso che si situa fra la nascita e la morte) non è propriamente una scienza medica, non si occupa infatti soltanto della malattia, delle forme di malattia e delle cure relative, ma si occupa dell’esistenza umana in generale, per migliorare la qualità della vita e promuovere la longevità. Nel Charaka Samhita, il più antico testo scritto in materia risalente circa all’inizio del VI secolo a.C., l’Ayurveda viene così definita: “ciò che tratta del bene e del male, degli aspetti della vita felice e infelice, di ciò che promuove o non promuove la vita“. È evidente da questa definizione che l’Ayurveda intende trattare di una unità imprescindibile che è costituita da corpo, mente e spirito, delle relazioni fra vita psichica e vita fisica, e che intende la vita come la risultante di una serie complessa di interrelazioni fra questi tre aspetti della medesima unità. Corpo e mente formano la parte fisica di un essere, che non può esistere tuttavia senza l’anima. L’anima è una forma di energia, una parte dell’anima universale, costituisce l’Io reale di un individuo ed è la causa della coscienza. Il corpo del vivente non è dunque considerato un’entità indipendente: le attività biologiche, mentali, spirituali, cosmiche, sono interdipendenti e intercorrelate. Per questo motivo la cura di un disturbo o di un malfunzionamento di un organo o di una parte del corpo deve essere stabilita tenendo conto non solo dello stato generale del corpo dell’individuo stesso, ma anche della sua sfera emotiva, nonché del contesto sociale, culturale e spirituale nel quale l’individuo vive. Secondo l’Ayurveda, la cura di un disturbo consiste nel ritrovare l’armonia con se stessi e con il proprio ambiente. In tale concezione olistica, tutti gli organi del corpo sono parte di un insieme, quindi, quando si verifica uno scompenso in uno, in realtà lo scompenso si riverbera in tutto l’organismo, e la ricerca delle cause non avviene tanto nel cattivo funzionamento di quell’organo, ma piuttosto tra le cause del disequilibrio energetico che in quel momento si manifesta attraverso il cattivo funzionamento di quell’organo. L’Ayurveda non è una terapia, non è una forma di medicina, non è una indagine sul funzionamento del corpo e sui suoi meccanismi. È una via di vita: dice cosa bisogna fare per amare i singoli organi e tutto il corpo insieme. L’Ayurveda è un modo di istruire noi stessi, chi ci circonda, la società intorno a noi, sul modo di non ammalarsi e di riconoscere se si è già ammalati il messaggio della malattia e avviare la via della guarigione. Secondo l’Ayurveda non è possibile attuare una terapia senza avviare uno stile di vita olistico. Per vivere secondo questo stile di vita bisogna imparare a vivere con il ritmo cosmico. L’Ayurveda dà una grande importanza allo sforzo personale nel raggiungere la buona salute, nel rendere la vita piacevole, e nell’attivare tutti i modi utili ad allungare l’arco della vita.

 

Longevità e qualità della vita dipendono da due fattori:

a) daiva, che sono le azioni (o karma) da noi eseguite nelle vite precedenti
b) purushakara, che sono le azioni compiute in questa vita.

 

Ogni creatura vivente ha una sua propria identità che la distingue da tutte le altre creature, data dall’organizzazione materiale (corpo e mente) determinata dal vario mescolarsi degli elementi di base presenti nel cosmo: etere, aria, fuoco, acqua, terra. Gli elementi materiali di base sono la sostanza eterna e da essi si origina il mondo fisico; i cinque elementi si mescolano in modo specifico per dar luogo alle diversità esistenti nel mondo fisico. Ogni essere vivente rappresenta il cosmo nella sua microforma. Ogni essere umano porta dunque in sé gli elementi di base del cosmo, che combinandosi insieme danno origine alla vita nella sua forma fisica e alla sua incessante trasformazione. Ogni individuo possiede una sua identità che è data da jiva, l’io indistruttibile, che lo distingue da tutti gli altri individui. La condizione del karma delineata nelle vite precedenti determina la tipologia della forma della rinascita, nonché l’occasione contingente in cui essa avviene.

…conoscenza che diviene necessario punto di partenza per chi voglia avviare un percorso di formazione in questa antica disciplina, che offre tuttora valide risorse per i disagi e i disturbi dell’uomo contemporaneo…

È soltanto con lo sviluppo del buddismo, a partire quindi dalla vita di Siddharta Gautama (563-483), che si può cominciare a sistematizzare la storia dell’India, e quindi anche dell’Ayurveda. Sappiamo soltanto che la prima civiltà che occupa la valle dell’Indo (Harappa) apparsa probabilmente intorno al IV millennio a.C., viene soppiantata a metà del II millennio a.C. dagli ariani, che portano con sé i loro liberi sacri, i Veda. Uno di questi, l’Atharva Veda, contiene quello che sarebbe poi diventato l’Ayurveda. Lo studio di questa disciplina si consolida a cavallo fra il II e il I millennio e dà origine a quella che potremmo chiamare la prima università ayurvedica, costituita nel territorio dell’attuale Pakistan, vicino a Rawalpindi. Qui vive e studia il medico Jivaka. che divenne così celebre al suo tempo da diventare medico personale del re Bimhasara, il quale, a sua volta, lo incaricò di diventare medico personale del Gautama, il Buddha. A quel tempo, i principi fondamentali dell’Ayurveda erano già stati stabiliti: prevenire la malattia endogena e esogena, promuovere la fertilità e il mantenimento della salute fino alla più tarda età. La conversione del re Ashoka al Buddismo, avvenuta nel III secolo a.C. diede un forte impulso alla conoscenza e allo studio della medicina: il re infatti aveva capito quale fosse la funzione sociale della salute e fece di tutto per promuoverla costruendo ospedali e incaricando i medici di recarsi nelle altre parti dell’India per avere una più ampia conoscenza della medicina; ed è attraverso questo canale che l’Ayurveda approda nell’isola di Sri Lanka, dove poi nel prosieguo del tempo, assumerà una configurazione particolare, adattandosi alle esigenze ambientali dell’isola e rimanendo fortemente legata alla tradizione buddista. In India, al contrario, la tradizione buddista ebbe un arresto intorno alla fine del I millennio d.C. Fino a quella data, l’Ayurveda conobbe un lungo periodo di prosperità e di sviluppo, e furono scritti i testi di base, che attraverso medici cinesi che giungevano a studiarla, furono introdotti anche in Cina. L’invasione musulmana iniziata intorno alla metà del X secolo d.C. pose termine a questa fase, e, per fuggire all’intolleranza dei musulmani, molti medici si trasferirono in Nepal e in Tibet, dove sfruttando le conoscenze mediche di quelle civiltà diedero vita ad una medicina che faceva riferimento alle due culture: l’Ayurveda tibetana. Poco dopo però l’Ayurveda tornò a riaffermarsi, ed anzi, fece proprie alcune acquisizioni della medicina araba e di quella greca, che a sua volta era stata acquisita da quella araba, tanto che nel XVI secolo l’Imperatore Akbar dei Mogul ordinò la compilazione di un testo che contenesse tutta la conoscenza della medicina. L’invasione dei portoghesi prima e degli altri europei dopo portò una con sé un giudizio molto negativo nei confronti di una medicina appartenente ad una cultura considerata inferiore a quella occidentale. La denigrazione e la diffamazione dell’Ayurveda, giunsero al culmine nel 1835, quando gli inglesi ne impedirono la pratica in tutti i territori controllati dalla Compagnia delle Indie. Rimase fuori praticamente soltanto il territorio del Kerala, dove l’Ayurveda continuò ad essere praticata a livello popolare. Tuttavia, alla fine del secolo, i tedeschi manifestarono un interesse, meramente culturale, per tutto il complesso della tradizione culturale indiana, e fecero tradurre il testo di Susruta, con la descrizione delle tecniche di chirurgia del naso e dell’orecchio, che fu alla base delle moderne tecniche di rinoplastica, delle tecniche di intervento sulla pelle e di operazione agli occhi per rimuovere la cataratta, e la rimozione di calcoli vescicali. Da quel momento, un lento e progressivo interesse dell’Occidente per l’Ayurveda cominciò a manifestarsi, fino a quando la riscoperta dell’Ayurveda divenne tuttavia punto di forza per chi sosteneva le rivendicazioni nazionaliste dell’India. Da questo percorso di questi ultimi cento anni si sono evidenziate in modo significativo due correnti dell’Ayurveda, quella che vuole mantenere una sua sostanziale ortodossia, e quella che invece propugna un’integrazione con la medicina allopatica, come l’Ayurveda di Sry Lanka. Buona parte delle accademie indiane, pur mantenendo integra la conoscenza dell’Ayurveda antica, studiano il corpo umano secondo la concezione allopatica, e si tende a privilegiare un approccio diagnostico e terapeutico di tipo organicistico.

Scarica il volantino del corso
ayurveda.scienza.della.vita.pdf
Documento Adobe Acrobat [15.4 MB]
Stampa | Mappa del sito
part. IVA 02246150995
↑