Centro Studi di Ayurveda e Yoga

Il Centro è stato costituito a Genova nell’ottobre del 2000 dal Prof. Guido Nathan Zazzu, che ha conseguito il titolo di Vaidya presso il CILUS sotto la guida della Dott.ssa Lucia Tommasini Mattiucci, e di Specialista (Ayurveda Nishnat) presso l’Accademia Ayurvedica di Pune, India, sotto la guida del Prof. P. H. Kulkarni.

da sabato 7 marzo 2026

a cura di Università Popolare Albedo

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a cura di Guido Nathan Zazzu

formazione

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a cura di Guido Nathan Zazzu

il nuovo libro di Guido Nathan Zazzu

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La Via, la verità, la Vita

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Consulenze e trattamenti

Il Centro offre l’opportunità di conoscere la propria costituzione psicofisica (Prakriti), la causa degli squilibri energetici che danno origine alla malattia e, di conseguenza, le indicazioni utili per riacquistare l’equilibrio psicofisico perduto e rimuovere le cause...

La scuola

Il Centro si è contraddistindo dal 2000 fino ad oggi per l’offerta costante di corsi di informazione, ma soprattutto di formazione sull’Ayurveda, sul Massaggio indiano, sulla Riflessologia e sugli Aspetti emozionali della malattia, sia nella sua sede di...

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I nostri blog                                                                            

           a cura di Guido Nathan Zazzu                                                                                                            

Una chiacchierata con un paziente mi ha offerto alcuni spunti di riflessione. Si tratta di una persona, con due lauree, inserita con un grado apicale in una grande azienda, aperta al mondo olistico e da anni seguace di un centro di spiritualità orientale. Aveva letto i miei post su Leone XIV, e mi ha domandato se fossi credente e cosa volessi manifestare con questa mia partecipazione all’elezione di questo pontefice.

Ho inteso un qual certo stupore come se avendo io fatto dell’Ayurveda una professione e uno stile di vita, fosse impossibile aver mantenuto un legame con l’Occidente e con il Cristianesimo, che ne è stato l’anima stessa; ho percepito poi come se intendesse dirmi che occuparsi del pontefice fosse quasi una perdita di tempo, un qualcosa che riguarda chi è rimasto ancorato a qualcosa di ormai tramontato.

Le domande sottese erano tante e ognuna avrebbe meritato una attenta risposta, ma eravamo ormai giunti in finale di seduta e ho scelto una risposta, che non avesse particolari implicazioni, che in realtà era una domanda, per quanto retorica. Ho chiesto infatti se era consapevole che il Papa, con la sua parola, i suoi gesti, il suo modo di proporsi, si rivolge a quasi due miliardi e mezzo di persone, che si professano cristiani, distribuite in quasi tutti i paesi del mondo, in alcuni dei quali rappresentano la maggioranza assoluta della popolazione, in altri solo una minoranza, e che partecipano in differenti modalità alla vita politica e sociale dei loro paesi; ho chiesto ancora se conoscesse un capo di stato, perché il Papa è anche questo, che abbia una platea così vasta, variegata, diffusa capillarmente nel mondo. Da questa considerazione potrebbe nascere un interesse, il mio nello specifico, per comprendere cosa potrebbe dire, come potrebbe orientare un così alto numero di persone, che rappresentano circa il 30% di tutta la popolazione mondiale, ma il 75% della popolazione europea.

Così il nostro incontro è terminato, ma non è invece terminata la mia riflessione che, in primo luogo, mi ha portato a considerare la ragione dello stupore, come se per qualcuno avere studiato qualcosa prodotto fuori dalla cultura dell’Occidente, rappresentasse di per sé un collocarsi oltre, anzi un aspettarsi anche una presa di posizione contro l’Occidente stesso. Così ho esteso il mio riflettere sui molti aspetti relativi al fascino che molte religioni orientali hanno esercitato, in questi ultimi cinquant’anni o poco più, in ampi settori della popolazione occidentale. In effetti, a partire dalla pratica Yoga fino alla diffusione del buddismo, dell’induismo, con le sue correnti in particolare del movimento Hare Krishna, molti hanno scelto di intraprende un’altra via dello spirito o della pratica religiosa, abbandonando la tradizione cristiana. 

Non sto qui a compiere analisi particolareggiate, per quanto mi riguarda ho raccontato nel mio libro Ayurveda. La Via, la Verità, la Vita, come sia stato proprio lo studio di questa disciplina a riportarmi alle radici; se ho creduto nella profonda verità di questa filosofia della salute e nella concezione del Karma, non ho potuto far altro che domandarmi la ragione della mia incarnazione in questa parte di mondo, e rendermi conto che qui, in questa parte di mondo, recuperando e mantenendo le mie radici, potevo portare il messaggio universale dell’Ayurveda.  

Ho maturato nel tempo la convinzione che quella che io chiamo la fuga verso la via dello spirito orientale, sia stata dettata da molti fattori: da una moda, da un bisogno di identificarsi in modo meno conforme alla famiglia da cui si proveniva, da un bisogno di una fede meno dogmatica e di più facile approccio, soprattutto per poter vivere una vita poco incline ad assumersi responsabilità e doveri, sebbene in alcuni casi ci sia stata una scoperta di una verità intima e profonda in quel pensiero antico.

In questa evoluzione, forse, ha avuto una sua responsabilità anche una parte della Chiesa, che non ha saputo cogliere le istanze anche spirituali di una parte di mondo, quello occidentale, affrancato dai bisogni primari, che nel fuoco distruttivo del passato, acceso con le rivoluzioni del ’68, metteva nel calderone anche la parte più manifesta della Chiesa, quella che lo stesso Bergoglio, appena salito al soglio, definì carnevale.

Certamente nella fascinazione dell’India, sapientemente orchestrata dai Beatles e da altri personaggi famosi della musica e del cinema, ci stava anche una sorta di richiamo a qualcosa di più semplice, almeno apparentemente, di più facile da comprendere, almeno apparentemente, di più modellabile all’uso occidentale, che così non perdeva i suoi privilegi, di più permissivo perché offriva anche un modello di ispirazione e meditazione da conseguire con l’uso di sostanze, che divennero abitudine per poca ispirazione e meditazione ma per molto d’altro.

Questa spinta verso la via dello spirito orientale si è offerta, proprio per questi aspetti più da facciata di ribellione allo stato delle cose che per i suoi contenuti, a dar sostegno  a quella cultura della fratellanza, del buonismo, della mediocrità, che ha trovato tanti leader ancora del mondo dello spettacolo, che dall’alto dei loro incassi e dei loro attici, influenzano una pletora di persone che si illudono di essere alternativi solo perché aderiscono a qualcosa che viene da lontano da contrapporre a qualcosa che è qui, dove vivono, lavorano, guadagnano e spendono, mantenendo uno stile di vita che nei paesi a cui si ispirano non potrebbero mai mantenere.

Chi davvero ha sentito la profonda attrazione per un’altra via dello spirito, ha scelto spesso di andare a vivere in quei lontani paesi, o quantomeno di trascorrerci tanta parte della loro esistenza, o ha scelto una vita di compassione e di misericordia, entrando in qualche organizzazione come volontario; ho ben presente molti dei devoti Hare Krishna che scelgono di ritornare a lavorare la terra, in comunità dove accolgono tante persone in difficoltà economica o emotiva.  

Infine, quel sorrisino quasi ironico con cui mi si poneva la prima domanda, mi ha riportato alla mente le parole di Leone XIV, sulla considerazione che essere cristiani sia segnale di poca intelligenza, che a sua volta mi ha rimandato alla riflessione su come l’adesione ad altre lontane culture divenga per alcuni fomite di irrisione, di leggero sarcasmo, di un senso quasi di pena, per chi non ha abbandonato, per chi sia rimasto a contatto con le sue radici, e per questo giudicato con commiserazione, un “poveretto”, “un vecchio arnese”.

08.03.2020
CENTROAYURVEDA e discipline complementari
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Mi rivolgo a quanti in questi anni si sono accostati all’Ayurveda, alla ricerca di uno stile di vita più adeguato alla loro costituzione psicofisica, sia come prevenzione, sia per risolvere alcuni annosi problemi che rendevano precaria la loro qualità della vita. In questo particolare momento di crisi determinata dalla diffusione di un virus, che preoccupa in modo quasi capillare e che colpisce un elevato numero di persone, mi sembra opportuno ricordare quanto l’Ayurveda ci insegna. Un virus può essere contratto quando trova un campo ospitale, ovvero quando entra in relazione con un sistema immunitario deficitario, pertanto la prima importante opera che ognuno può fare è sostenere il proprio sistema immunitario. E, a questo proposito vorrei sottolineare che non si deve cadere preda del panico, infatti preoccupazione eccessiva e paura che può esitare nel vero e proprio panico, consuma energia nella mente, che, a sua volta, indebolisce le normali difese immunitarie: la percezione di non poter far fronte ad una situazione viene trasmessa dalla mente al corpo, e diviene veramente difficoltà di far fronte ad un pericolo, che viene stimato troppo potente per essere evitato.  Quindi la prima operazione da mettere in atto non è il timore di essere sopraffatti, ma la preoccupazione normale di aumentare le difese dei confini del proprio corpo. Come si può fare questa operazione? Un corpo per mantenersi in salute ha bisogno di un’alimentazione sana, adeguata alla propria costituzione psicofisica, di una buona digestione, di un intestino che funzioni regolarmente. Quindi la scelta degli alimenti, poiché sostanzialmente noi siamo quello che mangiamo, deve essere rigorosa in questo periodo, ovvero pur mantenendosi nell’ambito di scelte che ognuno nel tempo ha ritenuto idonee per se stesso, deve essere ricca di nutrienti e nel contempo leggera, meglio in questi casi, una dieta che si distribuisca nella giornata in più momenti di consumazione, una prima colazione, una merenda, un pasto a pranzo, una merenda, una cena, in modo tale da non appesantire lo stomaco; abituarsi a favorire la digestione assumendo tisane a fine pasto, di finocchio, cumino, coriandolo, e soprattutto zenzero. L’assunzione di bevande calde, anche acqua, nel corso della giornata, favorisce il fuoco gastrico, per cui già da pochi minuti dopo il risveglio è buona cosa assumere acqua calda con limone spremuto, e continuare a berne durante la giornata, fino a poco prima di coricarsi. La regolarità dell’intestino deve essere garantita, e, poiché siamo alle soglie della primavera, è importante operare una pulizia profonda, ricorrendo all’assunzione di un qualche idoneo prodotto, che potrebbe essere assunto ad ogni fase lunare (luna piena, quarto di luna decrescente, luna nera, quarto di luna crescente), onde evitare fastidiosi ingombri, che sono depositi di tossine. La Vitamina C è un nostro potente alleato e in questo periodo probabilmente non è sufficiente la sola assunzione attraverso il cibo, poiché come è noto la Vitamina C non si deposita nel corpo, pertanto è bene ricorrere a qualche integratore di questa preziosa vitamina per il mantenimento delle difese immunitarie (in farmacia ve ne sono di differenti tipologie e ognuno saprà operare la propria scelta). Sono altresì necessarie alcune pratiche igieniche preventive, ovvero l’abitudine di lavarsi bene le mani deve trovare in questo momento  un di più di frequentazione, soprattutto ad ogni rientro in casa o comunque nei luoghi esterni deputati, dopo un momento di necessaria utilizzazione delle mani stesse, a questo proposito, vorrei aggiungere che l’utilizzazione di guanti per aprire porte di uffici o da utilizzare sull’autobus, e soprattutto nel trattare con i cassonetti dei rifiuti, sarebbe una buona norma. Altrettanto è da considerare di mantenere le vie aeree pulite e sufficientemente umide, pertanto la raccomandazione di utilizzare ogni mattina la pratica del lavaggio profondo del naso (jala neti) e di tenere umettate le narici con olio di semi di sesamo o di lino o di mandorle, e tale operazione con il delicato uso di un cotton fioc dovrebbe essere ripetuta nel corso della giornata. Infine il necessario riposo, seguendo il ritmo della natura, svegliarsi presto e andare a dormire presto, il sonno regolato dalla notte, è un potente alleato per la nostra salute. Infine una buona pratica quotidiana di Yoga e di meditazione. Un caro saluto  a tutti
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