part. IVA 02246150995

Centro Studi di AYURVEDA e YOGA

Il CENTROAYURVEDA e discipline complementari è stato costituito a Genova nell’ottobre del 2000 dal Prof. Guido Nathan Zazzu, che ha conseguito il titolo di Vaidya presso il CILUS sotto la guida della Dott.ssa Lucia Tommasini Mattiucci, e di Specialista (Ayurveda Nishnat) presso l’Accademia Ayurvedica di Pune, India, sotto la guida del Prof. P. H. Kulkarni.

Corsi di YOGA

a cura di

Guido Nathan Zazzu e Gaia Preste

 

Lunedì         18.00 - 19.00

Martedì        18.00 - 19.30

                      19.45 - 21.15
Mercoledì    12.30 - 13.30

Giovedì        18.00 - 19.30

                      20.00 - 21.00

MEDITAZIONE del PLENILUNIO

martedì 11 aprile

ore 21.30

SHANK PRAKSHALANA

a cura di
Guido Nathan Zazzu e Roberta Repetto

 

Il “lavaggio della conchiglia”, da shank, conchiglia, che probabilmente rimanda alla forma attorcigliata dell’intestino oppure al fatto che in esso l’acqua scorre come in una conchiglia, consiste in una pulizia dell’intero circuito digestivo con acqua calda e salata...

SPACE CLEARING

per fare luce e dare più spazio alle cose importanti

 

a cura di

Organizzatessen

mercoledì 29 marzo

ore 18.30

La SCUOLA

 

Il centro si è contraddistindo dal 2000 fino ad oggi per l’offerta costante di corsi di informazione, ma soprattutto di formazione sull’Ayurveda, sul massaggio indiano, sulla riflessologia e sugli Aspetti emozionali della malattia, sia nella sua sede di Genova, sia ospite di altre associazioni e scuole in tante parti d’Italia...

CONSULENZA e TRATTAMENTI

Il Centro offre lopportunità di conoscere la propria costituzione psicofisica (Prakriti), la causa degli squilibri energetici che danno origine alla malattia e, di conseguenza, le indicazioni utili per riacquistare lequilibrio psicofisico perduto e rimuovere le cause dei disagi...

MASSAGGIO tradizionale indiano

ABYANGAM VATA-PITTA-KAPHA
MASSAGGIO AL VISO
NEERABYANGAM (LINFODRENAGGIO)

SHIRODARA

10.03.2017
CENTROAYURVEDA e discipline complementari
Nessun commento
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Silenziosa luna?Sorgi la sera, e vai,Contemplando i deserti; indi ti posi.Ancor non sei tu pagaDi riandare i sempiterni calli?Ancor non prendi a schivo, ancor sei vagaDi mirar queste valli?Somiglia alla tua vitaLa vita del pastore.Sorge in sul primo alboreMove la greggia oltre pel campo, e vedeGreggi, fontane ed erbe;Poi stanco si riposa in su la sera:Altro mai non ispera.Dimmi, o luna: a che valeAl pastor la sua vita,La vostra vita a voi? dimmi: ove tendeQuesto vagar mio breve,Il tuo corso immortale?Vecchierel bianco, infermo,Mezzo vestito e scalzo,Con gravissimo fascio in su le spalle,Per montagna e per valle,Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,Al vento, alla tempesta, e quando avvampaL'ora, e quando poi gela,Corre via, corre, anela,Varca torrenti e stagni,Cade, risorge, e più e più s'affretta,Senza posa o ristoro,Lacero, sanguinoso; infin ch'arrivaColà dove la viaE dove il tanto affaticar fu volto:Abisso orrido, immenso,Ov'ei precipitando, il tutto obblia.Vergine luna, taleÈ la vita mortale.Nasce l'uomo a fatica,Ed è rischio di morte il nascimento.Prova pena e tormentoPer prima cosa; e in sul principio stessoLa madre e il genitoreIl prende a consolar dell'esser nato.Poi che crescendo viene,L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempreCon atti e con paroleStudiasi fargli core,E consolarlo dell'umano stato:Altro ufficio più gratoNon si fa da parenti alla lor prole.Ma perché dare al sole,Perché reggere in vitaChi poi di quella consolar convenga?Se la vita è sventura,Perché da noi si dura?Intatta luna, taleÈ lo stato mortale.Ma tu mortal non sei,E forse del mio dir poco ti cale.Pur tu, solinga, eterna peregrina,Che sì pensosa sei, tu forse intendi,Questo viver terreno,Il patir nostro, il sospirar, che sia;Che sia questo morir, questo supremoScolorar del sembiante,E perir dalla terra, e venir menoAd ogni usata, amante compagnia.E tu certo comprendiIl perché delle cose, e vedi il fruttoDel mattin, della sera,Del tacito, infinito andar del tempo.Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amoreRida la primavera,A chi giovi l'ardore, e che procacciIl verno co' suoi ghiacci.Mille cose sai tu, mille discopri,Che son celate al semplice pastore.Spesso quand'io ti miroStar così muta in sul deserto piano,Che, in suo giro lontano, al ciel confina;Ovver con la mia greggiaSeguirmi viaggiando a mano a mano;E quando miro in cielo arder le stelle;Dico fra me pensando:A che tante facelle?Che fa l'aria infinita, e quel profondoInfinito Seren? che vuol dir questaSolitudine immensa? ed io che sono?Così meco ragiono: e della stanzaSmisurata e superba,E dell'innumerabile famiglia;Poi di tanto adoprar, di tanti motiD'ogni celeste, ogni terrena cosa,Girando senza posa,Per tornar sempre là donde son mosse;Uso alcuno, alcun fruttoIndovinar non so. Ma tu per certo,Giovinetta immortal, conosci il tutto.Questo io conosco e sento,Che degli eterni giri,Che dell'esser mio frale,Qualche bene o contentoAvrà fors'altri; a me la vita è male.O greggia mia che posi, oh te beata,Che la miseria tua, credo, non sai!Quanta invidia ti porto!Non sol perché d'affannoQuasi libera vai;Ch'ogni stento, ogni danno,Ogni estremo timor subito scordi;Ma più perché giammai tedio non provi.Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,Tu se' queta e contenta;E gran parte dell'annoSenza noia consumi in quello stato.Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,E un fastidio m'ingombraLa mente, ed uno spron quasi mi pungeSì che, sedendo, più che mai son lungeDa trovar pace o loco.E pur nulla non bramo,E non ho fino a qui cagion di pianto.Quel che tu goda o quanto,Non so già dir; ma fortunata sei.Ed io godo ancor poco,O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.Se tu parlar sapessi, io chiederei:Dimmi: perché giacendoA bell'agio, ozioso,S'appaga ogni animale;Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?Forse s'avess'io l'aleDa volar su le nubi,E noverar le stelle ad una ad una,O come il tuono errar di giogo in giogo,Più felice sarei, dolce mia greggia,Più felice sarei, candida luna.O forse erra dal vero,Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:Forse in qual forma, in qualeStato che sia, dentro covile o cuna,È funesto a chi nasce il dì natale. Giacomo Leopardi

CENTROAYURVEDA e discipline complementari è affiliato ad

ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), Settore Nazionale Arti Olistiche e Orientali DBN-DOS

(Discipline Bio Naturali e Discipline Olistiche per la Salute);

e CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), Settore Olistico Nazionale.

 

La nostra scuola, rispondendo ai requisiti previsti dal regolamento ASI e alle disposizioni europee in materia di istruzione e formazione continua e permanente, è accreditata come Scuola di Formazione Nazionale.

 

Il Direttore, prof. Guido Nathan Zazzu, è parte del Comitato Scientifico dell’Università Popolare ANIDRA, che svolge attività di formazione professionale, universitaria e post universitaria, riconoscendo ai partecipanti Crediti Formativi Universitari.

 

La nostra associazione è ammessa all’Università Popolare SCIVIAS Ildegarda di Bingen,

Scuola di Formazione Capofila Nazionale per il Settore Nazionale Arti Olistiche e Orientali DBN-DOS.

 

Dette Università fanno parte della CNUPI (Confederazione Nazionale Università Popolari Italiane), Ente riconosciuto sin dal 1991 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.